Come funziona la coltura idroponica?

Come funziona la coltura idroponica?

 

L’idroponica è una tecnica di coltivazione dalle origini antiche che utilizza l’acqua per far crescere le piante fuori dal suolo, senza che queste abbiano bisogno della terra.

La coltivazione senza suolo impiega, al posto del terreno, un substrato alternativo come l’argilla espansa, la fibra di cocco o altri substrati o miscugli di essi. La pianta viene nutrita solitamente con una soluzione composta essenzialmente da acqua e da elementi prevalentemente inorganici minerali che vengono somministrati alle piante.

La coltivazione aeroponica (una tipologia di coltivazione idroponica) prevede la coltivazione di piante senza l’utilizzo di substrato o di qualsiasi altro aggregato di sostegno. Le piante infatti sono sostenute artificialmente e la loro alimentazione è garantita da sistemi di nebulizzazione di acqua arricchita da fertilizzanti minerali che investono direttamente l’apparato radicale della pianta e le radici.

L’idroponica può essere sviluppata anche grazie a dei kit che permettono di creare un impianto indoor per la vostra coltivazione fuori suolo. Questo nuovo metodo di coltivazione si sta sviluppando da tempo in varie parti del mondo e anche in Italia.

Quali sono i vantaggi della serra idroponica?

La coltivazione di piante in idroponica in serra presenta numerosi vantaggi e può essere utilizzata per diversi scopi, sia per usi personali che professionali.

Uno dei vantaggi principali della coltivazione idroponica è il risparmio di spazio: l’orto idroponico, grazie al peso ridotto e alla possibilità di essere spostato facilmente, permette di coltivare anche in luoghi normalmente non sfruttabili, come ad esempio pareti verticali, che diventano invece veri e propri orti, o anche su piccoli balconi di casa. Potrete infatti coltivare verdure e ortaggi sani in modo semplice senza l’utilizzo del terreno.

Inoltre, il dispendio idrico è minore: l’acqua somministrata è circa un decimo rispetto a quella necessaria per le irrigazioni di un orto tradizionale di pari ampiezza, grazie alle tecnologie di recupero e di disinfezione dell’acqua in dotazione ai sistemi idroponici. La serra idroponica è, quindi, un sistema di coltivazione molto economico poiché garantisce una crescita e produzione superiore rispetto alla tradizionale crescita in terra e necessita di poca acqua, infatti se ne risparmia fino al’80% grazie al sistema di recupero rispetto alle coltivazioni di pieno campo.

Infine, la maggiore pulizia: un orto senza terra è più pulito e non veicola batteri e parassiti. In più, non si inquina l’ambiente utilizzando pesticidi per debellare le malattie delle piante perché non si sviluppano né virus né batteri del suolo dato che è assente.

Cosa coltivare nell’orto idroponico

Nell’orto idroponico tutto ciò che è necessario alla pianta viene fornito tramite l’acqua, a differenza della coltivazione in terreno dove la pianta svolge un ruolo attivo, andando a cercare in profondità le sostanze nutritive, con un grande dispendio di energia. Con la tecnica idroponica questo lavoro viene risparmiato alla pianta, che trova direttamente nell’acqua in cui è immersa gli elementi che le sono utili.

Se si decide di sperimentare questa tecnica per coltivare, bisogna armarsi di materiali e attrezzi adeguati. Nel caso dell’idroponica, le colture sono infatti il risultato dell’applicazione di una precisa e sapiente tecnica, che richiede l’impiego di un’apposita strumentazione finalizzata a mantenere il liquido in costante circolazione (vasi forati, tubi, pompe). Visto che l’acqua diventa il punto centrale dell’orto idroponico, per un buon inizio bisogna utilizzare un’acqua di buona qualità.

Inoltre la quantità di ossigeno presente nell’acqua è molto importante per le piante, per cui, per l’orto idroponico, è consigliabile premunirsi anche di un’apposita pompa per l’arricchimento di ossigeno della soluzione nutritiva. Le piante poi andranno nutrite con fertilizzanti, macro e microelementi e il pH e la CE della soluzione andranno misurati frequentemente.

Grazie a questo tipo di orto è possibile coltivare diversi alimenti tra cui ortaggi e frutta, dall’insalata al basilico fino ai pomodori.

Quali sono i materiali da utilizzare per il substrato?

Un sistema di coltivazione senza suolo efficace è il risultato dell’applicazione di una serie di precisi accorgimenti tecnici, che hanno lo scopo di creare le condizioni ottimali per la vita e la salute dei vegetali.

La soluzione nutritiva sarà composta da acqua e fertilizzante idrosolubile, con la finalità di offrire acqua e nutrienti alle piante. Può essere preparata a partire da un fertilizzante commerciale completo (dotato di macronutrienti N, P, K, Ca, MG, S ma anche, in misura minore, dei micronutrienti Cu, Fe, B, Mo, e Mn), del tipo normalmente presente nei supermercati e nei negozi di bricolage/giardinaggio. Il dosaggio, sulla base delle concentrazioni normalmente impiegate in tali prodotti, è di circa 1-1,5 g/litro eventualmente aumentabile al comparire di sintomi di carenza (es. ingiallimento delle foglie), o diminuibile qualora si verifichi eccesso (ad esempio con bruciature sui lembi fogliari a causa di stress salino), o nei periodi più caldi.

Il substrato colturale consiste nel materiale all’interno del quale si svilupperanno le radici della pianta. I substrati impiegati nella coltivazione senza suolo in generale sono diversi, quali ad esempio vermiculite, lana di roccia, argilla espansa, pomice, torba, fibra di cocco, lapillo vulcanico, sabbia, ghiaia.

Il substrato deve avere le seguenti caratteristiche:

  • mantenere un equilibrio idrico costante, trattenendo l’umidità, ma anche lasciando defluire l’acqua in eccesso per evitare lo sviluppo di malattie dell’apparato radicale;
  • offrire supporto alla pianta, senza danneggiare l’apparato radicale.

Ne consegue che le migliori caratteristiche siano date da un fondo (3-4 cm) di substrato ben drenante (ad esempio pomice o argilla espansa), per poi riempire il contenitore (fino a pochi cm dal bordo superiore), con un substrato a maggior ritenzione idrica da vivaismo (es. fibra di cocco).

La gestione dell’orto prevede l’utilizzo di diversi strumenti e delle seguenti attività, da svolgere con frequenza quotidiana, settimanale o mensile secondo queste linee guida:

  • quotidianamente: controllare il livello dell’acqua nella vasca di raccolta, controllare il regolare gocciolamento dagli irrigatori, e il drenaggio. In caso di mancato gocciolamento, svitare il gocciolatore per il controllo di eventuali otturazioni. In caso di mancato drenaggio e riempimento del contenitore d’acqua, staccare il microtubo di drenaggio e controllare se ci sono eventuali otturazioni ad opera del substrato o delle radici della pianta;
  • settimanalmente: rabboccare il contenuto di acqua nella vasca di raccolta e aggiungere il fertilizzante in misura di 1-1,5 g/litro;
  • mensilmente: trapiantare le nuove piante, avendo cura di rimuovere i residui colturali del ciclo precedente ed eventualmente andando a riempire nuovamente i contenitori di substrato.