Come coltivare l’orchidea

Come coltivare l’orchidea

Le orchidee sono da sempre considerate piante dalla rara bellezza. È possibile ammirarne tutte le varietà negli orti botanici, ma anche coltivarne molte in casa. Le orchidee, sia epifite che terrestri, sono adatte alla coltivazione domestica con tecnica idroponica. Hanno poche esigenze e, con la giusta attenzione e cura, regalano risultati notevoli con le loro variopinte fioriture e verdi foglie che donano allegria anche agli ambienti più grigi. Con il kit per serra idroponica, poi, anche chi non ha il pollice proprio verde, potrà godere tutto l’anno della bellezza di queste piante in casa.

Come coltivare l’orchidea, la regina delle piante ornamentali

Tra le piante ornamentali, le orchidee sono sicuramente le più apprezzate e diffuse. È possibile ammirarne tutte le varietà naturali e ibride nell’orto botanico, ma anche coltivarne molte specie a casa.

Con la loro duratura e intensa fioritura, le piante riempiono di colore e vivacità qualsiasi ambiente domestico. Più adatte alla coltivazione indoor, è possibile coltivarle anche in giardino, o sul balcone e in terrazzo, facendo però molta attenzione all’esposizione, alla temperatura e al tasso di umidità.

Tra le varietà di orchidee più diffuse vi sono le specie epifite, ovvero piante tropicali che radicano sugli alberi o sulle rocce e trovano il clima ideale nella zona tropicale. Proprio per questo motivo, le orchidee che oggi noi conosciamo vengono di solito coltivate in vaso con uno speciale terriccio, composto da corteccia e torba che sostengono le radici senza soffocarle, lasciando loro lo spazio necessario per l’ossigenazione e il drenaggio dell’acqua.

Proprio per la loro natura le orchidee epifite sviluppano un vasto apparato radicale in cui le radici tendono a crescere fino a fuoriuscire dal vaso. Ciò non comporta alcun problema, anzi costituisce una caratteristica peculiare di questo tipo di specie vegetale.

Accanto alle epifite, troviamo spesso anche le orchidee terrestri che amano il clima umido e temperato, sviluppano foglie coriacee e fiori variopinti.

L’orchidea ha una fioritura che dura diversi mesi nel periodo che va da febbraio, prima della primavera, e dura fino ad autunno inoltrato.

In genere, in commercio si trovano le piantine di orchidea già formate e più raramente i semi, proprio perché la germinazione della pianta richiede molta cura e non sempre va a buon fine.

Coltivare le orchidee in casa, o in appartamento, rende l’ambiente elegante e allegro, ma, spesso, la presenza del terriccio nei vasi è causa dell’insorgere di alcuni problemi, come l’infestazione di insetti o piccoli parassiti, funghi e muffe pericolose per le radici.

Anche per questo motivo, e per la natura stessa di questa specie vegetale, la coltivazione delle orchidee con il sistema idroponico si rivela molto efficace e migliora anche la qualità della vita della pianta.

Il substrato inerte, come l’argilla espansa, infatti, riproduce tutte le condizioni ideali per la crescita delle piantine, ovvero:

  • ossigenazione per le radici;
  • umidità costante senza ristagni di acqua;
  • temperatura costante;
  • fertirrigazione equilibrata.

Con il kit completo di illuminazione con luce a led per serra idroponica del progetto Coltivami, poi, potete coltivare le vostre orchidee seguendo i consigli della guida hi-tech e sulla piattaforma dedicata alla coltivazione con la tecnica dell’idroponica.

La coltivazione dell’orchidea in idroponica è ideale sia per chi vuole tentare la riproduzione della piantina per semina o talea, sia per chi ha acquistato una pianta in vaso. In quest’ultimo caso, prima di procedere al rinvaso in serra idroponica, è necessario procedere delicatamente al risciacquo delle radici e quindi trapiantare la pianta nel substrato già fertilizzato con il concime adatto.

L’orchidea va irrigata regolarmente con soluzione nutritiva, in modo che il substrato mantenga il giusto tasso di umidità, senza ristagni pericolosi per le radici.

Quali varietà di orchidea si possono coltivare in casa?

In natura esistono diverse specie di orchidee, provenienti dall’Asia, dall’America del Sud e dall’Australia.

Le principali varietà sono:

  • Phalaenopsis (epifite);
  • Dendrobium (epifite);
  • Cymbidium (terrestre);
  • Paphiopedilum (terrestre);
  • Vanda (epifite);
  • Oncidium (epifite).

Si tratta delle specie più diffuse per il giardinaggio domestico. Con le adeguate cure e attenzioni, queste piante danno grandi soddisfazioni e vivono a lungo.

La Phalaenopsis è sicuramente tra le specie più diffuse: si caratterizza per le sue fogli verdi e carnose, le radici lunghe e rampicanti, gli steli di media lunghezza con fiori dalle quasi infinite varietà di colore. In natura, questa specie cresce sulle rocce, per questo, più precisamente, va definita appartenente al genere delle litofite.

Il Dendrobium è una specie altrettanto diffusa. La piantina si caratterizza per le la grande quantità di foglie e piccoli fiori a grappoli dai tantissimi colori.

L’orchidea Cymbidium si caratterizza per le inflorescenze a spiga con foglie lunghe e sottili.

L’orchidea Paphiopedilum, chiamata anche Sandalo di Venere, è caratterizzata da foglie verdi e coriacee, che già da sole sono molto decorative, e dalla presenza di un solo fiore che si sviluppa da uno stelo centrale.

La Vanda è una varietà di orchidea con fiori grandi e caratterizzati da una trama reticolare che varia sempre nella gamma del colore viola. Lo stelo è di media lunghezza e i fiori sono profumati.

Le Oncidium sono note anche con il nome di orchidee ballerine per la caratteristica forma della corolla che ricorda appunto una piccola danzatrice classica. I fiori crescono a grappoli e hanno colori molto vivaci.

Queste varietà di orchidea sono tutte adatte per la coltivazione in serra idroponica. Il substrato di argilla espansa e fibra di cocco fornisce loro il giusto sostegno, mantenendo umidità e ossigenazione per la crescita delle radici.

Le orchidee non hanno bisogno di cure particolari e, con il sistema dell’idroponica, la loro coltivazione risulta facile e alla portata di tutti. Grazie alla bellezza di queste piante è possibile arredare il proprio appartamento con un angolo verde ricco di fiori colorati tutto l’anno.

Tutti i consigli per prendersi cura delle piante di orchidea

Le orchidee hanno poche esigenze, a patto che si mantengano le condizioni ideali per mantenerle sane, al riparo dagli attacchi di parassiti e malattie.

Umidità e illuminazione (non diretta del sole, o con led calibrati appositamente in serra), sono le due variabili fondamentali per un sano sviluppo della pianta e una produzione rigogliosa di fiori e foglie.

Data la loro natura, le orchidee amano essere innaffiate regolarmente, ma bisogna evitare i ristagni, stare attenti al drenaggio dell’acqua e aspettare che le radici siano asciutte prima di irrigarle nuovamente.

Altro fattore determinante per la salute delle piante è la temperatura che deve essere costante e mite, non al di sotto dei 16° circa.

Le orchidee, poi, vanno nutrite: è importante scegliere un fertilizzante specifico per questo genere di piante e la specie da voi scelta.

Infine, la potatura dello stelo, in genere, va effettuata dopo la fioritura con delle forbici sterilizzate.

Se le foglie perdono il loro colore verde intenso e iniziano a ricoprirsi di macchie scure, vuol dire che vi è una patologia in corso. Tra le principali cause di malattia della pianta vi è l’attacco di acari o funghi che vanno debellati nel più breve tempo possibile. In questo caso è bene chiedere consiglio al vivaista di fiducia e procedere al trattamento per curare foglie e radici con prodotti specifici.

Le orchidee in serra idroponica, grazie a una serie di fattori propri dell’ambiente di coltivazione (sanità del substrato, ambiente controllato) sono più protette dall’attacco di infestanti, rispetto alle piante coltivate a terra. Grazie al sistema idroponico, potete collocare le piante di orchidea in qualsiasi spazio: dalla cucina, alla veranda, ma anche in soggiorno e persino nel bagno.